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November 1, 2014  |  By ENCOD In BOLLETTINO

Bollettino Encod 117

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BOLLETTINO DI ENCOD SULLE POLITICHE DELLE DROGHE IN EUROPA

Novembre 2014

C’è qualcosa di marcio in Scandinavia


La maggior parte dei paesi scandinavi a parte la politica relativamente tollerante sulla canapa di Copenaghen in Danimarca, sembra costituire l’ultimo bastione europeo dell’approccio ampiamente fallito della tolleranza zero. Ma paradossalmente la Scandinavia segue il principio del allmansrätten– il diritto di ogni persona, che permette di attraversare ogni lembo del paese,campeggiare ovunque per la notte, accendere il fuoco e pescare per uso personale, un diritto che costituisce un importante segno di una cultura pre-capitalista basata sui commons che è piuttosto vicina all’essenza no profit dei della campagna libertà di coltivare lanciata da Encod.E le severe politiche sulle droghe della Svezia hanno paradossalmente qualcosa in comune con il sostegno della cultura della foglia di coca dei popoli indigeni della Bolivia quando si tratta di difendere l’uso tradizionale dello snus, il locale tabacco da masticare che è stato bandito per presunte questioni di salute nella Unione europea.

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Some regolamenti possono avere un senso nel caso del cibo più puzzolente del mondo, lo surstrőmming, una specie di aringa fermentata fino a marcire tradizionalmente inscatolata da alcune aziende ittiche svedesi.Il mero trasporto di questo tipo di aringa fermentata è assolutamente illegale a bordo di un aeroplano dal momento che potrebbe facilmente esplodere. Inoltre, a prescindere dai gusti , questi tipici prodotti svedesi secondo molte persone una volta aperta la scatola potrebbero facilmente disperdere la maggior parte delle normali attività umane.

Last but not least, molto prima del moderno proibizionismo dell’alcool e sulle droghe la maggior parte della Scandinavia con l’eccezione dell’Islanda dove la cultura pagana è sempre stata molto forte, ha subito un divieto generalizzato di consumare carne di cavallo. Generalmente parlando per attirare seguaci provenienti da culture diverse, la Chiesa cattolica non gradiva alcun tipo di proibizione, neppure il divieto della schiavitù.La proibizione della carne di cavallo fu ufficializzata nel 732, lo stesso anno della decisiva Battaglia di Tours che opponeva i Cristiani ai Mussulmani nella Francia meridionale e il divieto era considerato molto urgente perché difendere i cavalli significava difendere la Cristianità nel suo insieme.

Come conseguenza la battaglia per difendere la civiltà occidentale sembra attualizzarsi nella moderna guerra svedese alle droghe e nelle politiche di tolleranza zero riproposte da Silvia,la Regina di Svezia.

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Nel mese di maggio Stoccolma si è trasformata in un porto franco per gli ultimi moicani grazie al sindaco della città che ha ospitato il Forum Mondiale Contro le Droghe insieme all’Incontro dei Sindaci delle Città Europee contro le Droghe . Il meeting si è trasformato nel maggiore evento mondiale in sostegno del proibizionismo ed opposto alla regolazione della cannabis. Il Forum é stato organizzato sotto l’alto patrocinio della Regina Silvia ed è terminato in un gran finale con Raymond Yans, presidente del INCB.Pippi Calze-lunghe e i suoi amici ribelli non erano tra gli invitati.

Tutti i possibili proibizionisti recrutabili erano accorsi in Svezia con l’obbiettivo di mantenere lo status quo alla prossima Assemblea Generale Speciale sulle Droghe che si terrà a New York nel 2016. Che fossero rappresentanti di Uganda,Malawi, Pakistan o Russia, la frazione proibizionista opera sotto i consigli di alcuni accademici, giudici,psichiatri e specialisti di trattamento che sono possibilmente i più a rischio nel caso vengano adottate delle politiche di regolazione sulle droghe.

Ma perché un paese altamente civilizzato come la Svezia è così fieramente opposto alla regolamentazione delle droghe e sta cercando di impiantare una coalizione con oppositori generalmente non democratici e squalificati rispetto ad un tanto necessario cambio di paradigma delle politiche in questione?

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Secondo il criminologo svedese Henrik Tham dagli anni Ottanta la Svezia ha cessato di essere un ‘paradiso in terra’ e le idee liberali provenienti dalla Europa meridionale e centrale sono state rigettate essendo considerate estranee alla sua cultura.

In effetti uno sviluppo simile ha avuto luogo in alcune regione del Nordamerica dove il movimento della temperanza ha contribuito ad un cambio di equilibrio dei poteri politici nella eterna competizione tra le differente frazioni del Partito Democratico e Repubblicano. Proprio in un momento in cui l’estensione del voto alle donne aveva cominciato a fare effetto, essendo in quel periodo di proibizione dell’alcool in Scandinavia e in Nordamerica le elettrici in prevalenza orientate in favore del movimento della tolleranza.



Secondo Hendrik Tham vi è stata una tendenza generalizzata in tutti gli stati della UE di rinforzare una linea più dura in campo penale, anche se ci si potrebbe chiedere come mai la Svezia,nota per essere un paese relativamente liberale rispetto alla popolazione carceraria possa avere una simile politica draconiana rispetto alle droghe. 

Una ragione è dovuta al fatto che storicamente in Svezia e nei paesi scandinavi vi è sempre stato un forte movimento per la temperanza che è arrivato a far passare una proibizione totale del consumo di alcool. La politica sulle droghe ha ereditato queste impostazioni. 
Le leggi sugli alcolici sono molto severe e così quelle sulle droghe.

Ma vi è anche un altro aspetto da considerare: durante gli anni Ottanta è andato in frantumo il mito secondo il quale la Svezia era considerata un paradiso in terra e in qualche modo, per ristabilire un consenso venne trovato il tema delle droghe,all’interno del quale potevano convergere diversi approcci e diversi interessi. Tutto si trasformò in un scontro contro gli ideali politici liberali, percepiti come fenomeni che non appartengono alla cultura svedese, provenienti dal mondo esterno. E di conseguenza questo scontro non è solamente diretto contro le droghe , ma è anche diretto contro le idee liberali prevalenti in Europa. 
A questo punto essi hanno cominciato a raccogliere una serie di argomenti per dimostrare che questo era un fenomeno che era estraneo alla Svezia, riferendosi non solo alle droghe ma anche alle idee liberali. di molto consenso ed è diretta anche contro le politiche di riduzione del danno, dal momento che all’inizio del secondo millennio ci è stato un aumento presunto di morti per cause collegate alle droghe che in altri paesi nonostante le politiche fossero più severe. Siamo a questo punto?


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In Svezia è attualmente impossibile esprimere una opinione liberale o una intenzione senza rischiare di perdere il lavoro…Ma la cosa più seria a proposito della Svezia è il fatto che è un paese dove il campo della retorica è moto forte, dove domina lo slogan della ” tolleranza zero”. Molto illuminante a proposito è stato il caso della proibizione dell’acquisto di rapporti sessuali e la conseguente criminalizzazione dei clienti delle prostitute.

Naturalmente la Scandinavia non è né un paradiso né un deserto politico e i suoi cittadini hanno dimostrato recentemente di essere più aperti ad una riforma e quindi aperti a degli approcci alternativi alla proibizione.E’ il caso di alcuni sforzi per la legalizzazione in Danimarca ma anche di molti gruppi che operano nel campo della riduzione del danno all’interno dei vari paesi. Ma la strada per una vera pace sulle droghe è ancora definitivamente piuttosto in salita nelle piste del Nord.



A cura di Enrico Fletzer






NOTIZIE DALLA SEGRETERIA

Il Manifesto per Politiche Sicure e Sane sulle Droghe nella Unione europea è stato firmato da 20 membri del Parlamento europeo. Noi stiamo progettando di riunirli in un evento che si terrà a breve per discutere le iniziative a mettere in agenda la riforma delle politiche sulle droghe nella Unione europea.

Ovunque in Europa stanno sorgendo dei cannabis social club mentre sempre più gente è convinta che questo concetto potrebbe rappresentare un passaggio utile sulla strada della Libertà di Coltivare. Allo stesso tempo permane un po’ di confusione su quello che potrebbe essere considerato un cannabis social club.Noi stiamo progettando di fare chiarezza sul tema.

Saranno ben presto disponibili ulteriori i informazioni.

A novembre Encod parteciperà alla quinta Fiera della canapa a Praga, dal 7 al 9 Novembre.

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