ULTIME NOTIZIE DE CHANVRE-INFO
La seguente lettera può essere firmata e spedita al sottostante indirizzo e-mail. Se volete spedire la lettera a persone diverse, per favore assicuratevi di aver cambiato l’intitolazione all’inizio della lettera.
ULTIME NOTIZIE DE CHANVRE-INFO
La seguente lettera può essere firmata e spedita al sottostante indirizzo e-mail. Se volete spedire la lettera a persone diverse, per favore assicuratevi di aver cambiato l’intitolazione all’inizio della lettera.
Libertà di coltivare : niente prigione per André Fürst
Noi sottoscriviamo questa petizione perchè i Governi di tutte le Nazioni concedano ai membri dei locali Cannabis Social Club, riservati agli adulti, l’utilizzo legale di cannabis
A fine giugno 2006, la Commissione Europea ha redatto un documento chiamato Green Paper sul prossimo dialogo con la società civile riguardo la politica sulle droghe in Europa, chiedendo che i commenti al testo vengano inviati prima del 30 settembre.
Le convenzioni ONU non obbligano a reprimere il consumo privato e la coltivazione personale della canapa. I paesi firmatari possono dunque depenalizzarne l’uso e regolamentare la produzione in proprio senza tema di sanzioni internazionali. Queste misure formano il piedistallo di una politica ragionevole ma sono insufficienti. La produzione personale non basterà a soddisfare la domanda. Non offre tutte le garanzie in materia di salubrità della coltura e di mercato nero. Ci vuole un sistema più sviluppato di produzione e di distribuzione per minimizzare i rischi.
Da qualche mese ENCOD, una rete europea di oltre cento associazioni che si muovono nel campo delle droghe, lavora su un modello non mercantile di produzione e di distribuzione di cannabis per maggiorenni: il Cannabis Social Club (CSC). I CSC sono associazioni senza fine di lucro che organizzano la coltivazione professionale collettiva di una quantità molto limitata di cannabis sufficiente a soddisfare i bisogni personali dei membri del club.
In March 2001, 25 ENCOD members from 8 different countries met in Brussels and edited the following guidelines for just and effective drug policies in Europe.