Da: Giusto Catania (PRC)
Strasburgo 11/03/09
“La strategia delle Nazioni unite sulla droga, attuata negli ultimi dieci anni, è stata fallimentare, ci auguriamo che l’assemblea
dell’Onu, che si apre oggi a Vienna, possa partire da tale realistica considerazione per cambiare strada”
Lo dichiara Giusto Catania, eurodeputato di Rifondazione Conunista e relatore del parlamento europeo sulla strategia anti-droga 2005 -2012
“Occorre cambiare approccio: la logica repressiva e proibizionista negli ultimi anni ha avuto come effetto l’aumento, su scala mondiale,
della produzione di oppio, del consumo di cocaina e marijuana e una enorme crescita degli introiti del narcotraffico.
Serve un’analisi veritiera della situazione e una seria autocritica sulle scelte attuate dalle Nazioni Unite.
Bisogna prendere in seria considerazione la proposta del governo boliviano di depenalizzare la foglia di coca e valutare l’analisi di
numerosi economisti americani i quali propongono una rottura col proibizionismo.
Speriamo – conclude Catania – che l’assemblea delle Nazioni unite non faccia, ancora una volta, prevalere il dogmatismo sterile che ha
caratterizzato la sua decennale politica sulle droghe”.

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LA STRATEGIA DELL’ONU È FALLITA, BASTA PROIBIZIONISMO
” Bisogna prendere in seria considerazione la proposta del governo boliviano di depenalizzare la foglia di coca ”
Le due petizioni, da me indicate, messe insieme, evidenziano benissimo la validita di quanto espresso dal governo boliviano, …
… , secondo me.
Saluti,
‘Lei’
gomorrathinkpink@gmail.com
http://www.libertaria.it/sommari/sommario1_2_08.htm
pensiero eccentrico
Droga e castigo
di Douglas Husak
La politica delle droghe è ovunque repressiva. Ogni stato ritiene che l’uso di droghe sia un fenomeno pericoloso e promulga leggi che lo puniscono, in maniera diretta o attraverso strategie indirette. In aggiunta, il consumo di droga è visto come un male in sé, come un comportamento intrinsecamente immorale, che lo stato ha il dovere di reprimere. Ma è vero? Oppure si tratta di una politica che nasconde un principio mostruoso, che accresce il potere dello stato sui cittadini in maniera esagerata e lo sottrae a ogni possibilità di controllo? L’analisi attenta e profonda di Douglas Husak mette alla prova il proibizionismo e la moralità della coercizione attraverso uno sviluppo della teoria liberale del diritto del filosofo americano Joel Feinberg. E mostra che la massima immoralità è quella di chi pretende di usare la sanzione, «l’arma più potente dell’arsenale dello stato», come strumento del paternalismo e braccio secolare di una morale del dominio. Questo sostiene Douglas Husak, docente di filosofia del diritto alla Rutgers University (Stati Uniti). È autore di numerosi libri e articoli di filosofia e di teoria del diritto. Tra le sue principali pubblicazioni dedicate al tema delle droghe, Legalize This! The Case for Decriminalizing Drugs (2002) e il celebre Drugs and Rights (1992). Questo articolo (scritto per Libertaria) trae spunto dalla Feinberg Lesson che Husak ha tenuto all’università di Parma nel gennaio 2008.
LA STRATEGIA DELL’ONU È FALLITA, BASTA PROIBIZIONISMO
Grazie,
grazie a Giusto Catania …
…
ma tentiamo di fare qualcosa oltre a sperare,
ho trovato due ‘Petizioni’ da promuovere seriamente a livello Europeo:
…
http://criminaljustice.change.org/actions/view/decriminalize_drugs
http://www.howardmarks.name/legalisation/petition.asp
…
Sarei interessata in una risposta Sua, da eurodeputato di Rifondazione Comunista,
… cosa ne pensa e come intende muoversi per quanto riguarda la mia proposta.
Il mio indirizzo mail: gomorrathinkpink@gmail.com , … per qualsiasi risposta …
ed in particolare, per tutte le risposte utili a promuovere le due petizioni citate.